Se conosciamo già il tragico epilogo di Hiroshima e Nagasaki, perché ripercorrere la storia della bomba
atomica?
Roberto Mercadini, scrittore, drammaturgo e youtuber cesenate, con il suo romanzo guida i lettori tra i
protagonisti e i retroscena di quell’evento devastante, mostrando come l’assurdo sia spesso la molla più
potente dell’evoluzione. Attraverso le sue pagine, ricche di personaggi che aiutano il pubblico a orientarsi tra i
tanti eventi che il flusso della storia genera, Mercadini offre un’affascinante mappa del mondo che caratterizzò
“l’età della catastrofe”, delineando fatti imprevedibili che diventano la chiave di lettura di una vicenda in cui la
follia umana si intrecciò con il destino in un gioco di cause ed effetti inaspettati.
La storia della bomba atomica raccontata da Mercadini non è solo un monito sull’orrore della guerra, ma una
riflessione più profonda sulla natura umana e sulla forza del caso. Un invito quindi a guardare oltre l’ovvio, ad
accettare l’assurdo come parte integrante della realtà e a non sottovalutare mai il potere delle piccole
coincidenze che possono cambiare il corso degli eventi.
Attraverso il “Progetto lettura” proposto dal nostro istituto, quest’anno molti alunni delle classi quarte e quinte
hanno avuto l’occasione di immergersi tra le pagine del romanzo “Bomba atomica”, libro che ci ha colpiti
poiché Mercadini è riuscito a ridare vita alla storia da sempre insegnata e appresa dai manuali scolastici.
Un intero volume dedicato al programma di ricerca che portò alla realizzazione della bomba atomica potrebbe
sembrare infatti poco interessante agli studenti. Ci si potrebbe chiedere: “Che senso ha raccontare un evento il
cui il finale è conosciuto da tutti?”. Eppure non sono solo gli avvenimenti accaduti il 6 agosto del ‘45 che
rendono questo libro accattivante, ma ciò che avvenne prima, ossia gli intrecci, a volte improbabili, di storie
che appaiono lontane tra loro. Nulla in questa storia sembra procedere come previsto: un fisico italiano, Enrico
Fermi, che sorprendentemente prenderà parte al progetto Manhattan; un’arma nucleare, ideata inizialmente
per colpire la Germania del Terzo Reich, sarà poi utilizzata contro il popolo del Sol Levante; la figura di Hitler,
artefice di orrori, è tratteggiata fin dalla sua infanzia, pietosamente contrassegnata da un ambiente familiare
difficile e umiliazioni.
Un’opera ricca di “opposti”, in cui la dinamica del doppio pervade in tutti i capitoli.
Anche lo stesso Mercadini ne è esempio. Dopo la laurea in ingegneria elettronica decide di abbandonare tutto
per dedicarsi al teatro e alla letteratura con un vero e proprio cambio di direzione.
Durante l’incontro con l’autore stesso, tenutosi il 16 aprile, gli studenti hanno avuto la possibilità di rivolgere
allo scrittore alcune domande, alle quali ha risposto con grande interesse e attenzione.
Ne riportiamo qui sotto solo due, tra le tante poste.
Perché ha deciso di scrivere un romanzo sulla bomba atomica?
“Quella della bomba atomica è una storia totale, quasi perfetta, all’interno della quale sono presenti tanti
avvenimenti storici e personali dei personaggi. È quindi una storia che mi ha permesso di toccare argomenti
diversi tra loro non.”
Quali sono le lezioni morali e civili che i lettori possono apprendere dalla lettura del suo libro?
“Nella vita non bisogna farsi trascinare dai continui avvenimenti che dobbiamo affrontare. Noi tutti dobbiamo
avere dei principi ed essere in grado di riconoscere cosa è importante per noi stessi, altrimenti rischiamo di
travolgere completamente gli eventi che fanno parte della nostra esistenza. Bisogna quindi far valere le idee in
cui crediamo e ricordare l’indomabile forza della vita che riesce a rinascere dalle macerie.”
Cristian Macaluso . e Michele Porcellato – 5CI

