Intervista impossibile a Dante Alighieri


Dante Alighieri (1265-1321) è considerato il padre della lingua italiana e uno dei più grandi
poeti della storia.

La sua opera più celebre, la Divina Commedia, è un viaggio allegorico
attraverso l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso, in cui esplora temi come il peccato, la
redenzione e la giustizia divina. Dante visse in un periodo di grandi conflitti politici e fu
esiliato dalla sua amata Firenze, un’esperienza che segnò profondamente la sua opera.
Oggi la Divina Commedia è ancora studiata in tutto il mondo per la sua straordinaria
bellezza letteraria e il suo profondo valore filosofico.

In occasione del Dantedì 2025, abbiamo immaginato di intervistarlo.

Cosa faresti se ti svegliassi improvvisamente nel 2025?
Prima di tutto, rimarrei sbalordito di trovarmi in un tempo tanto diverso dal mio.
Osserverei con curiosità questi strumenti che chiamate telefoni e internet, meravigliato dalla
rapidità con cui comunicate. Mi recherei nelle vostre biblioteche e università per scoprire
come le mie opere sono giunte fino a voi. Sarei onorato di sapere che il mio nome è ancora
vivo e, se mi fosse concesso, scriverei ancora per comprendere e raccontare i nuovi inferni
e paradisi del vostro tempo.

Essere considerato uno dei padri della lingua italiana, come ti fa sentire?
Non mi considero padre di alcunché, se non della mia opera. La lingua è viva, muta
e cresce con il popolo. Se il mio lavoro ha contribuito a darle forma, è perché ho cercato di
elevare il volgare, di dare dignità alla parola del popolo. Mi sento onorato, ma più di tutto
felice, perché la lingua italiana, come un albero, ha messo radici profonde e ha dato frutti nei
secoli
.

Quale sarebbe la tua opinione sul mondo moderno, così diverso dal Medioevo?
Il vostro mondo è un paradosso. Avete conquistato la scienza, il cielo e la materia,
ma a volte sembra che abbiate smarrito l’anima. Vedo meraviglie tecnologiche che collegano
gli uomini, eppure mi pare che molti siano più soli di quanto fossero un tempo. Il progresso
non è soltanto nelle macchine, ma nella virtù e nell’animo. Mi domando: avete costruito
molto, ma avete davvero trovato la via della saggezza
?

Se potessi riscrivere oggi la Divina Commedia, quali peccatori includeresti?
I tempi moderni hanno creato peccati che ai miei tempi erano impensabili. Metterei
all’Inferno coloro che distruggono la Terra per profitto, chi mente per manipolare le coscienze
e chi antepone il denaro alla vita umana. Non c’è peccato più grave dell’indifferenza verso il
prossimo e verso il mondo che abitate.

Qual è, quindi, il messaggio della Divina Commedia per gli uomini del 2025?
La Commedia è un cammino verso la salvezza attraverso la
conoscenza di sé e il pentimento. Ognuno deve confrontarsi con le proprie colpe per trovare
la redenzione. Non importa quanto oscura sia la selva in cui vi trovate: c’è sempre una
strada che conduce alla luce, ma occorre coraggio per cercarla.

I social media hanno un’influenza fondamentale nella società di oggi. Che ne pensi?
Sono strumenti straordinari, ma anche pericolosi. Consentono a ciascuno di parlare
al mondo, ma chi vi ascolta davvero? Troppo spesso, anziché verità, si diffondono
menzogne e odio. Io vi direi: ricordate che la parola è sacra. Non confondete la velocità con
la sapienza e la libertà di parola con la libertà di ferire. La comunicazione senza riflessione
diventa rumore.

Come giudichi la politica contemporanea ?

Mi pare che molti governanti abbiano smarrito la nozione di servizio al popolo. Un
buon governo dovrebbe guidare con giustizia, non con avidità. Spesso vedo una corsa al
potere, e non al bene comune. La politica, come insegnava Aristotele, deve essere un’arte al
servizio della felicità collettiva, non una competizione per interessi personali
.

Cosa pensi del cambiamento climatico e della crisi ambientale?
Mi stupisce che, pur avendo la conoscenza e gli strumenti per preservare la vostra
casa comune, siate così lenti nell’agire. È un peccato di negligenza e di egoismo. La Terra vi
è stata data come un giardino da coltivare, non da sfruttare. Chi non ascolta i segni della
natura commette un’ingiustizia che ricadrà sulle generazioni future.

Come vedi il declino della religiosità in molte parti del mondo moderno? Non è la fede in sé a preoccupare, ma la perdita di spiritualità. La religione non è
solo un insieme di riti, ma una ricerca interiore del senso dell’esistenza. Anche chi non
segue una fede specifica deve cercare ciò che è eterno, ciò che è giusto. Se l’uomo smette
di interrogarsi sull’anima, il mondo rischia di diventare vuoto.

Quale consiglio daresti ai giovani di oggi?
Non dimenticate il valore della conoscenza e della responsabilità. Il futuro è nelle
vostre mani, ma è nel presente che dovete agire. Studiate, amate la verità e non cedete alla
superficialità. La gioventù è la forza del mondo: usatela per costruire, non per distruggere.
Non lasciate che l’avidità o la paura guidino le vostre scelte.

Luca Stetco – Christopher Dal Din – Mattia Cecchin – Alberto Zandonà – Bruno Bolzon – Nicola Trentin – Luca Bergamin – Federico Bergamin – Leonardo Mavolo – Matteo Libralato

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