Riflessioni a fronte della morte di Youssef Abanoub, studente diciannovenne di La Spezia, aggredito e ucciso a coltellate in classe da un suo compagno, lo scorso 16 gennaio.
Negli ultimi anni si parla spesso di disagio giovanile, soprattutto a causa dei numerosi episodi di violenza che coinvolgono ragazzi, come il caso dello studente ucciso da un suo compagno di classe a La Spezia.
Lo psichiatra Paolo Crepet sostiene che oggi la violenza sia diventata quasi normale e, in alcuni casi, persino affascinante. Non si tratta solo di fatti che avvengono a scuola, ma anche episodi che si verificano in luoghi di ritrovo come piazze, bar e discoteche. Secondo Crepet la società ha smesso di porre limiti chiari, accettando comportamenti sbagliati come l’abuso di alcolici e aggressività. Secondo me quando mancano delle regole e figure autorevoli, i giovani finiscono per sentirsi disorientati e senza punti di riferimento. Anche lo psicoterapeuta Massimo Recalcati riflette sul disagio giovanile definendolo come una condizione profonda e diffusa. Egli parla d’isolamento sociale, disturbi alimentari e autolesionismo come segnali evidenti di malessere interiore. Secondo me questo isolamento nasce dalla paura di non essere all’altezza e dal bisogno costante di sentirsi accettati. In questo contesto la violenza può diventare un modo estremo per esprimere la propria sofferenza.
Il contesto culturale e sociale
Oltre alle analisi sostenute dagli esperti, è importante considerare il contesto culturale in cui crescono i giovani. La musica, ad esempio, propone spesso messaggi aggressivi o provocatori che possono rendere la violenza qualcosa di normale e accettabile. Secondo me l’esposizione continua a questi modelli può portare i giovani a sottovalutare la gravità della violenza, soprattutto se manca una guida adulta, capace d’interpretare questi messaggi in modo critico. Inoltre, i social network contribuiscono a creare una realtà in cui l’apparenza, la visibilità e il consenso diventano elementi fondamentali. In questo contesto, alcuni ragazzi possono essere spinti a comportamenti estremi per sentirsi notati o accettati.
La noia e il senso di vuoto
Altri aspetti fondamentali sono la noia e il senso di vuoto che molti giovani provano: spesso manca una prospettiva chiara per il futuro e questo porta a sentirsi persi. Quando un giovane non ha obiettivi o sogni, può cercare emozioni forti in comportamenti sbagliati come la violenza, per dare un senso alla propria vita.
Il ruolo degli adulti
Il ruolo degli adulti è fondamentale per contrastare il disagio giovanile. Famiglia e scuola dovrebbero rappresentare per i ragazzi punti di riferimento sicuri, capaci di offrire ascolto, dialogo e regole condivise. Tuttavia, nella società attuale, gli adulti appaiono spesso assenti o estremamente permissivi, quasi impauriti nell’esercitare la propria autorità educativa. Secondo me educare non significa imporre, ma accompagnare i giovani nel loro percorso di crescita, aiutandoli a comprendere il valore delle regole e il peso della responsabilità. Dire “No” non vuol dire limitare la libertà, ma insegnare a riconoscere i confini e le conseguenze delle proprie azioni. Quando questi limiti mancano, i giovani rischiano di sentirsi smarriti e cercano risposte altrove, svolgendo comportamenti sbagliati. Solo esempi di adulti presenti, coerenti e credibili, capaci di dare l’esempio con fatti e non solo parole, possono aiutare i ragazzi a costruire un’identità più solida e trovare alternative positive alla violenza.
Il disagio giovanile e il fascino della violenza sono problemi complessi che riguardano la società. Le riflessioni di Crepet e Recalcati mostrano che la violenza nasce spesso da un profondo senso di vuoto e smarrimento.
Secondo me oltre all’educazione e alla cultura, anche la fede e la dimensione spirituale in generale, possono aiutare molti giovani a ritrovare un senso più profondo della vita. La fede, intesa come ricerca di valori e significato, può offrire speranza e orientamento, aiutando i giovani a scegliere strade diverse dalla violenza.
Carlo Sabbadin – 4AMC
