“Preoccupati più della tua coscienza che della reputazione. Perché la tua coscienza è quello che sei tu, la tua reputazione è quello che gli altri pensano di te. E quello che gli altri pensano di te è un problema loro.” (Charlie Chaplin 1889-1977)
La frase di Charlie Chaplin mi ha fatto pensare molto al fatto, che la maggior parte delle persone, preferisce avere una migliore reputazione, che una coscienza pulita, e questa cosa a parer mio è come un suicidio interiore. La coscienza, secondo me, è la voce dentro di noi che ci dice cosa è giusto o sbagliato, il nostro vero pensiero non influenzato dal giudizio altrui, invece la reputazione è ciò che gli altri pensano di noi, basata su impressioni che spesso non possiamo controllare e che date da comportamenti o maschere che usiamo con le altre persone. Molte volte rischiamo di diventare persone diverse solo per piacere agli altri, perdendo la nostra vera identità e questo può farci soffrire perché dovremmo vivere una vita “non nostra” e che non ci appartiene solo per piacere agli altri. Perciò Chaplin ha ragione a dire che è più importante ascoltare la propria coscienza piuttosto che cercare di piacere a tutti, però non significa che la reputazione sia inutile, perché la reputazione, è sempre e comunque parte di come ci comportiamo e chi siamo.
I valori e l’identità
Anche se la reputazione è qualcosa di esterno e spesso incerto, penso che non possiamo ignorarla completamente. È importante però che prima di tutto abbiamo chiari dentro di noi quali sono i valori e i principi su cui vogliamo basare la nostra vita. Personalmente credo che onestà, rispetto e responsabilità siano i pilastri su cui voglio costruire la mia identità. Se riesco a vivere secondo questi valori, allora la reputazione che avrò sarà sincera e non una maschera finta per farmi piacere dagli altri. Quando la reputazione mostra ciò che siamo realmente dentro, allora è qualcosa di positivo e può aprirci molte porte, sia nelle amicizie che nelle opportunità future. Il problema nasce quando cerchiamo di farci una reputazione solo per piacere o per guadagnare qualcosa, senza essere coerenti con la nostra coscienza. Questo crea solo confusione e malessere interiore.
La mia esperienza
Come tutti quanti, anche io nella mia vita ho dovuto combattere tra coscienza e reputazione, ma penso di essere sempre riuscito a non infangare troppo la mia coscienza ed essere rimasto abbastanza reale e onesto. Ovviamente in alcune situazione è normale voler dare la precedenza alla reputazione, magari per farsi notare con gli amici o le ragazze, pero l’importante è riuscire a non farsi trascinare troppo dalla cosa e non arrivare fare cose sbagliate solo per farsi notare dagli altri e crearsi una reputazione “rispettabile”. Ho trovato molte persone nella mia vita, che facevano di tutto per avere una reputazione di alto livello, ma erano vuote dentro, e si vedeva molto bene che non erano a loro agio a comportarsi in un certo modo. A persone come queste vorrei dire solo una cosa, ovvero che nessuno penserà mai realmente a loro, perché nella vita tutti pensano solo a loro stessi, non badando a ciò che fanno o dicono gli altri.
In conclusione, secondo me la reputazione e la coscienza sono due cose diverse, però molto collegate. Dobbiamo sempre ascoltare la nostra coscienza, perché è quella che ci dice chi siamo davvero, ma allo stesso tempo non possiamo fare finta che la reputazione non conti, perché è quello che gli altri pensano di noi e che influisce su come ci trattano e con chi ci frequentiamo. Per avere una buona reputazione, è importante essere sinceri, cioè far combaciare quello che siamo dentro con quello che mostriamo fuori agli altri. Solo così, trovando un equilibrio tra quello che sentiamo dentro e quello che gli altri vedono, possiamo stare bene con noi stessi e con gli altri, senza perdere la nostra vera natura e senza cambiare per le opinioni degli altri.
Riccardo Bergamin – 3AMM
