La libertà di ricerca è uno dei principi più importanti dello sviluppo e del progresso umano. Grazie a essi, la scienza avanza nella conoscenza. Tuttavia, nel passato la libertà scientifica è stata limitata dalla paura, dai pregiudizi e dalle autorità della società. La storia di Galileo Galieli (1564-1642) ne rappresenta un esempio, una “guerra” tra conoscenza e potere. La libertà di ricerca deve essere difesa a ogni costo perché è la base dello sviluppo umano. Senza libertà, la scienza non può svilupparsi e di conseguenza la civiltà resta ignorante. Dicevamo, Galileo è l’esempio per eccellenza perché le sue osservazioni astronomiche e la difesa del suo metodo scientifico hanno rivoluzionato la visione del mondo, ma al tempo, questo gli costò la condanna per eresia, scegliendo poi l’abiura per sopravvivere. Lo scrittore e drammaturgo Bertolt Brecht (1898-1956) nella sua “Vita di Galileo” ha afferma “quando gli uomini di scienza si lasciano intimidire dai potenti la scienza può rimanere ficcata per sempre”. Anche la Premio Nobel per la Medicina Rita Levi Montalcini (1909-2012)  in un suo discorso nel 2001, affermò che la libertà di ricerca distingue l’uomo dalle altre specie e che gli scienziati hanno il diritto di partecipare alle decisioni politiche. La libertà scientifica non è solo un diritto individuale, ma un bene indispensabile per il futuro dell’umanità. Tuttavia altri ritengono che la scienza non possa essere completamente libera. Come dice lo storico Eric Hobsbawn (1917-2012) ne “Il secolo in breve” la scienza spesso fa paura perché le sue conseguenze possono essere imprevedibili. La storia contemporanea dimostra che il progresso scientifico ha portato alla creazione di armi nucleari e all’ inquinamento dell’ambiente. Per questo motivo il progresso scientifico deve essere controllato per evitare altre catastrofi. D’altra parte bloccare la scienza per paura dei suoi effetti significa rinunciare al progresso. La soluzione non è limitare la scienza ma essere responsabili in termini civili e morali. Sempre la Montalcini afferma che l’ Homo Sapiens da tutte le altre specie si distingue e non intende solo nella forma fisica ma anche in quella psicologica. La storia di Galileo e  i riferimenti delle personalità scientifiche precedenti  dimostrano che la libertà di ricerca è un diritto fondamentale.

Ogni volta che la scienza e lo sviluppo vengono bloccati o ostacolati, viene messa in pericolo la libertà dell’uomo. Tuttavia la libertà scientifica dovrebbe andare “a braccetto” con le responsabilità etiche.  Galileo c’insegna che la verità può essere perseguita o manomessa, ma non cancellata. Difendere la libertà di ricerca significa difendere l’umanità.

Luca Jurchis – 4ATN

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