Il Giorno del Ricordo  è una solennità civile nazionale italiana, istituita con la legge 30 marzo 2004 n°92, ricorrendo ogni 10 febbraio di ogni anno per ricordare i massacri delle foibe e l’esodo giuliano dalmata. In occasione di questo evento, martedì 7 febbraio alle 11 presso il Teatro Accademico di Castelfranco Veneto, tutte le quarte e le quinte del nostro istituto hanno partecipato allo spettacolo “La grande storia di Abdon Pamich” scritto e interpretato dall’attore e regista Davide Giandrini.

Chi è Abdon Pamich?

Abdon Pamich è stato il più grande e titolato marciatore italiano di tutti i tempi, ma prima di questo è stato testimone dell’esodo giuliano dalmata. Si è sempre impegnato per la conservazione della memoria storica della comunità giuliano-dalmata in Italia e in particolare a Roma, anche come membro della Società di Studi Fiumani.

La sua storia parte, infatti, dalla città di Fiume dove è nato il 3 ottobre 1933. Sin da ragazzino pratica diversi sport, fra cui calcio, boxe e canottaggio, fino a quando non è costretto a scappare di casa. Abdon e il fratello Giovanni, infatti, scappano da Fiume per sfuggire al massacro delle Foibe, lasciando la madre e i fratelli più piccoli Irma e Raoul.
Arrivati a San Pietro del Carso, dovettero superare i rigidi controlli di frontiera per entrare in Italia e grazie alla benevolenza di una famiglia che li accolse come loro figli, arrivarono a Trieste dove si sistemarono temporaneamente in un campo profughi.
Arrivati in Italia, prima raggiunsero il padre a Milano, poi si spostarono nuovamente verso Udine, vivendo momentaneamente nel centro di smistamento profughi. Qui ogni giorno, per combattere la noia, Abdon comincia a camminare per la città senza un vero scopo.
Dopo alcune settimane, vennero spediti a Novara, dove dormivano su un’amaca e pranzavano con del latte diluito in acqua, e per cena riso e lenticchie. Nel frattempo studia all’istituto tecnico per geometri ma capisce che non è la strada che fa per lui.

L’ incontro con Giuseppe Malaspina, gli cambierà la vita: egli infatti sarà un punto di riferimento per Abdon, che grazie a lui decide di gareggiare come marciatore e da cui la carriera di Abdon inizia la sua ascesa.
Sin da subito Abdon intuisce di avere un talento per la marcia e nelle sue prime gare riesce a
vincere una gara a Como. Tra un allenamento e l’altro incontra Maura che diventerà sua moglie e
con cui avrà due figli Tamara e Sennen.

Azzurro per un ventennio, dal 1954 al 1973, ha partecipato a cinque edizioni dei Giochi olimpici, conquistando l’oro al terzo tentativo nel 1964 a Tokyo, vincendo il titolo olimpico in 4h11:12.4, a conclusione di un appassionante duello con l’inglese Vincent Nihill. Le sue due lauree in psicologia e sociologia le applicò nel campo sportivo: fu psicologo della Nazionale italiana di pallamano. Allenatore di marcia e Responsabile atletico del Centro federale di tennis di Latina.

Il nostro commento

La storia di Abdon Pamich, un uomo che ha avuto il coraggio di sfuggire dal massacro delle foibe, perpetrato nella sua patria, riuscendo a superare tanti ostacoli, emergendo infine come stella dell’atletica italiana, risulta tra noi poco conosciuta, e per questo merita di essere valorizzata.

La trama, intricata e ricca di colpi di scena, permette allo spettatore di immergersi totalmente nell’opera potendo immedesimarsi nella vita di questo atleta. L’attore, grazie all’uso di video- immagini, lo studio attento delle luci e la sua profonda interpretazione, è riuscito a enfatizzare le emozioni del protagonista, coinvolgendo il pubblico in sala, dall’inizio alla fine dello spettacolo. La scenografia minimalista è stata efficace a creare l’atmosfera idonea per dare risalto alla storia.

Oltre al tema delle foibe, uno degli aspetti caratterizzanti la vita di Pamich, è ovviamente lo sport che, come c’insegna l’atleta attraverso la voce dell’attore, anche in periodi difficili può essere usato per riscattarsi da situazioni di vita disagiate. Lo sport, infatti, ci permette di imparare ad andare avanti, nonostante tutto, e a perseguire sempre degli obiettivi, proprio come nella storia di Abdon Pamich.

Al termine dello spettacolo, è stato interessante approfondire le motivazioni che hanno condotto l’attore a interpretare la storia di questo atleta, e a a seguire il suo motto: Non arrendersi mai!

Cadonà Andrea, Enzo Simone, Feltrin Alessandro, Mason Lorenzo e Milani Alessandro – 5AAU