Uno degli aspetti che l’essere umano è costretto a affrontare nella propria vita è la morte e il modo con cui si lega ai defunti. Le tombe, in un certo senso, rappresentano un ponte tra i morti e i vivi che li ricordano. Esistono moltissime tipologie di tombe personalizzate da epigrafi, foto, che sottolineano il legame affettivo con chi resta. Oltre a quest’aspetto, la tomba incarna un valore simbolico di passaggio dalla vita terrena alla morte.
Foscolo e i Sepolcri
La morte e le tombe, in particolare, sono tra i temi più trattati da Ugo Foscolo, in tutte le sue opere: dai sonetti al romanzo epistolare, fino al più approfondito carme “Dei Sepolcri”.
Foscolo ci spiega che le tombe sono un vero e proprio collante tra i vivi e i morti. Nei Sepolcri sottolinea che le tombe dovrebbero essere valorizzate a seconda della storia del defunto, diversificando quelle più maestose per personaggi illustri e quelle più umili per persone comuni, opponendosi di fatto all’Editto napoleonico di Saint-Cloud (1804) che allontanava i luoghi di sepoltura dal centro, rendendo le tombe uguali per tutti.
Foscolo affronta il tema della morte anche nel sonetto “In morte del fratello Giovanni”, dove attraverso il linguaggio poetico esprime il suo lutto, considerando la madre l’unico legame che unisce i ricordi dei figli lontani: il fratello morto e lui in esilio a Londra.
Mary Shelley e le tombe
Parallelamente a Foscolo, Mary Shelley pubblica il suo romanzo più noto, Frankenstein, dove affronta il tema della morte e delle tombe, in chiave più gotica. Il personaggio principale, lo scienziato Victor Frankenstein, infatti, si serve di tombe, profanandole per ottenere una creatura mostruosa costituita da resti umani.
Mary Shelley interpreta il luogo del cimitero anche come posto di raccoglimento con i propri defunti. Infatti Victor prima di partire alla caccia della sua creatura, visita i suoi cari sterminati dal mostro, pregando di ricevere la loro forza, quasi evocandoli, partendo successivamente alla volta del Polo Nord.
Circle time sui Sepolcri
Secondo me le tombe e i cimiteri sono fondamentali per favorire la continuità di un rapporto tra vivi e morti. I miei nonni sono stati per me sempre un punto di riferimento. Da quando sono venuti a mancare, mi capita di andare qualche volta al cimitero a farli visita, per parlare un po’ con loro, esattamente come quando ero piccolo e, tornando da scuola, andavo a casa loro per raccontarli come fosse andata la giornata. Grazie all’attività svolta in classe in modalità circle time (in cerchio) – dove ci siamo prima raccolti a disegnare qualcosa sul tema e poi condividerlo – ho saputo descrivere il mio rapporto con il cimitero e i miei defunti, come Foscolo e Mary Shelley hanno fatto con le loro opere.
Pietro Girotto – 4AMC
