Lo scorso 7 febbraio, insieme ad altre classi dell’Istituto, abbiamo assistito a uno spettacolo emozionante presso il Teatro Accademico di Castelfranco. Il reading incentrato sulla straordinaria vita di Abdon Pamich è stato scritto e rappresentato da Davide Giandrini, un talentuoso autore-attore che ha saputo catturare l’attenzione di tutti noi.
L’atmosfera magica del teatro ci ha avvolto mentre ci sedevamo sulle comode poltrone, pronti ad immergerci nell’incredibile storia di Abdon. Ancora tredicenne fugge da Fiume, dall’orrore delle foibe. Arriva da profugo a Novara e inizia una nuova vita, è il suo riscatto: si appassiona alla specialità della marcia arrivando alla medaglia d’oro nelle Olimpiadi del ’64 e a diventare il più medagliato nella storia dell’atletica italiana. Giandrini ha incarnato il personaggio in modo straordinario, trasmettendo con forza le sfide e le vittorie di un uomo e atleta eccezionale. Ogni gesto, ogni parola pronunciata ha reso l’esperienza teatrale coinvolgente e memorabile.
Al termine dello spettacolo, abbiamo avuto l’opportunità di incontrare Davide Giandrini e fargli alcune domande sulla storia portata in scena e sulla sua carriera teatrale.
Come è venuto a conoscenza di questa storia? Perché ha voluto rappresentarla?
Sono venuto a conoscenza delle foibe circa una ventina di anni fa, così ho indagando, ho letto molto e ho appreso per caso della storia di Abdon Pamich. Dopo diverse ricerche su di lui sono persino riuscito a incontrarlo a Roma, dove ora vive. Andare a casa sua per intervistarlo personalmente sugli avvenimenti che ha vissuto, ricevere anche foto e video di lui e delle sue imprese, è stata un’esperienza che mi ha toccato nel profondo. Ancora oggi è un uomo incredibilmente pieno di energia, nonostante i suoi 90 anni.
Abdon, il protagonista di questa storia, ha mai partecipato ad uno dei suoi eventi?
Nonostante il signor Pamich sia ancora un uomo dal fisico indistruttibile e in piena salute ha comunque un’età avanzata, per cui non gli è così facile viaggiare. Nemmeno in passato è riuscito ad esserci perché risiede stabilmente a Roma e, facendo io molti eventi in tutta Italia (i più recenti in Veneto e i Emilia-Romagna) per motivi logistici non ha mai potuto partecipare. Posso affermare con certezza che il grandissimo marciatore partecipa con il cuore, felice che la sua storia ispiri tanti giovani spettatori ai valori dell’impegno e della pace.
Come hai cominciato a fare questo lavoro?
Ho capito di voler lavorare nel teatro quando con un mio amico invece di passare la solita giornata a casa a suonare la chitarra, ho deciso di comprare dei biglietti per andare ad uno spettacolo. Da quel momento la mia vita si è proiettata su questo mondo, e oggi sono qui a raccontare storie da vent’anni. È stata una decisione che ha cambiato il corso della mia vita, e non potrei esserne più grato.
Eleonora De Liberari, Michael Gazzola, Riccardo Moino – 4AI
