A fronte di un’analisi svolta in classe sugli articoli della Costituzione legati al mondo del lavoro, gli studenti hanno rivolto delle domande a conoscenti o genitori, tra questi un fiero ex studente del Barsanti: il signor Patrizio Pastro, co-fondatore e dirigente dell’azienda Infol SRL.

Da ragazzo che cosa ti sarebbe piaciuto fare da grande?
Mi sarebbe piaciuto fare l’orefice perché, sin da piccolo, mi divertivo a smontare e rimontare le sveglie della nonna, esplorando gli ingranaggi e i campanelli. Questo mi dava un senso di soddisfazione, come se riuscissi a capire il funzionamento delle cose che mi circondavano. Un’altra aspirazione che avevo era diventare pilota d’aereo. Mi affascinava l’idea di volare e vedere il mondo dall’alto. È sempre stato un sogno legato alla libertà e all’avventura.

In che cosa ti sei specializzato alle superiori e che scuola hai scelto per il lavoro della tua vita?
Ho scelto un istituto tecnico, precisamente l’ITS Brasanti, dove c’era una specializzazione nuova: l’informatica. Lì ho studiato l’utilizzo dei nuovi dispositivi elettronici, in particolare i computer, che stavano entrando prepotentemente nella vita quotidiana. È stata una scelta che si basava sulla voglia di essere parte di una rivoluzione tecnologica in corso, anche se all’epoca non avevamo la consapevolezza di quanto sarebbe stato centrale nel nostro futuro.

Di cosa ti occupi oggi?
Ho fondato una società chiamata https://www.infol.pro/, nel 1997insieme a due soci. Mi occupo principalmente della sistemazione e manutenzione di dispositivi informatici. La nostra azienda si è concentrata principalmente sull’assistenza e sul supporto per le aziende che avevano bisogno di consulenze e interventi tecnici sui loro sistemi informatici. È un lavoro che mi ha permesso di sviluppare una conoscenza approfondita del mondo della tecnologia e di risolvere problemi in tempo reale, un aspetto che ho sempre trovato stimolante.

Che cosa ti piace del tuo lavoro?
Mi piace molto il fatto che nel mio lavoro ogni giorno si presenta una nuova sfida. Mi piace metterci impegno per risolvere i problemi dei clienti, sia dal punto di vista tecnico che nel cercare di comprendere le logiche dietro ai malfunzionamenti delle macchine. Trovo che sia affascinante entrare nella “mente” di un computer o di un dispositivo e scoprire come farlo tornare a funzionare al meglio. È come risolvere un enigma, un aspetto che mi ha sempre stimolato.

Che cosa non ti piace del tuo lavoro?
Quello che non mi piace sono gli orari di lavoro. Il nostro settore, purtroppo, non consente un orario fisso. Ogni giorno può portare nuove emergenze, soprattutto in un ambiente tecnologico in continuo cambiamento. Questo mi porta a lavorare anche fino a 12 ore al giorno, considerando anche il tempo per gli spostamenti. È una fatica, soprattutto quando la vita privata ne risente, ma è anche il prezzo da pagare per fare un lavoro che mi appassiona.

Se potessi tornare indietro cambieresti mai lavoro?
No, non cambierei lavoro, anche se il sogno di fare il pilota d’aereo è rimasto nel mio cuore. Ma il problema principale sarebbe che, purtroppo, non soddisfavo i requisiti per entrare in Aeronautica, in quanto porto gli occhiali e questo mi precludeva la possibilità di diventare pilota. Guardando indietro, però, penso che la scelta di lavorare nel campo dell’informatica sia stata quella giusta. Mi ha dato la possibilità di costruire qualcosa di mio e di affrontare sfide che mi hanno sempre stimolato.

Quali sono le sfide che affronti più frequentemente nel tuo ruolo?
Nel mio ruolo, le sfide sono quotidiane. Ogni cliente porta con sé un nuovo problema, che può spaziare da un guasto hardware a difficoltà software o di rete. Una delle sfide più grandi è offrire assistenza tempestiva, soprattutto telefonicamente, dove bisogna capire rapidamente la situazione e guidare il cliente alla soluzione. Le aspettative sono sempre alte, quindi bisogna essere veloci, precisi e disponibili.

Fra quanti anni pensi di poter andare in pensione?
Penso di poter andare in pensione tra circa dieci anni, quando avrò raggiunto l’età prevista per poter accedere alla pensione. Il lavoro, nonostante le difficoltà, mi ha dato molte soddisfazioni, ma so che un giorno arriverà il momento di fermarsi e godersi i frutti del lavoro svolto. Per ora, però, mi sento ancora motivato e determinato a portare avanti i miei impegni lavorativi.

Nicolas Pastro – 2A