La notizia della morte improvvisa di Papa Francesco mi ha colpito molto.

Non solo perché era una figura religiosa importante, ma perché era una persona vera, capace di parlare in modo semplice e diretto, sempre alla ricerca del dialogo con tutti.

Tra i tanti aspetti del suo impegno, quello che mi ha toccato di più è stato il suo amore per l’ambiente, spiegato bene nell’enciclica Laudato si’.

Papa Francesco ci ha ricordato che la Terra è la nostra “casa comune”, e che dobbiamo prendercene cura come facciamo con le persone a cui vogliamo bene. Con parole chiare, ha fatto capire che proteggere il pianeta significa anche proteggere chi ci vive, soprattutto i più deboli. In un mondo dove spesso si ignora il problema dell’inquinamento e del cambiamento climatico, lui è stato una voce forte e sincera.

Non serviva essere credenti per ascoltarlo: parlava a tutti, con il cuore. Il Papa ci invitava a rallentare, a vedere la bellezza della natura, a dire no allo spreco e all’indifferenza. È raro che un leader religioso venga ascoltato anche da chi non ha fede, ma lui ci è riuscito.

Questo dimostra che era un grande uomo: le sue idee restano vive, anche dopo la sua morte. Ha lasciato qualcosa dentro di noi, come un seme che ci spinge a riflettere su cosa stiamo facendo e su cosa vogliamo lasciare a chi verrà dopo di noi.

Mattia Cecchin – 3ATN