Recensione del romanzo “La neve in fondo al mare” di Matteo Bussola (Einaudi 2024)

Il libro scelto per il progetto “Incontro con l’autore” e letto in classe “La neve in fondo al mare” di Matteo Bussola, è stato pubblicato dalla casa editrice “Einaudi” a Torino nel 2024.  

Il romanzo racconta dell’esperienza in prima persona di un padre con un figlio che soffre di anoressia nervosa. Tommy, il figlio, è ricoverato in un reparto di neuropsichiatria infantile ed è assistito dal padre, con cui non si relaziona molto. Lo scrittore alterna capitoli dove parla dell’infanzia di Tommy e altri dove parla del presente e di cosa accade in reparto. 

Nel loro piano ci sono altri adolescenti e bambini, con altre problematiche, accompagnati dai propri genitori, che si ritrovano spesso presso i distributori per raccontarsi e condividere ciò che stanno provando e vivendo in quel periodo all’interno dell’ospedale. I pazienti s’incontrano e parlano di tutto senza aver timore come con i loro genitori. Tommy, dopo mesi dentro l’ospedale, torna a casa da sua madre e le sue due sorelline e finalmente ha una conversazione profonda con i genitori dicendo quello che sente dentro di lui. 

Tu rivuoi indietro qualcosa. Sei solo lì ad aspettare che questo finisca. Come se il mio stato attuale non fosse che una fase, un passaggio, una specie di menzogna. Ma non lo capisci che era prima la bugia?

La nostra felicità era una bugia?

Non era felicità! Ero io che mi fidavo di te per partito preso! Per me eri Dio!

E come ho fatto da Dio a diventare un coglione qualsiasi?!

Perché non eri Dio neanche prima, pa’. Ecco il tuo dramma e il mio. Il dramma è che sono cresciuto, pa’. Che la menzogna è scoperta: tu non sei speciale, sei solo mio padre. Io non sono speciale, sono solo tuo figlio.

E non è sufficiente? (interviene la mamma).

Per me sì. a per te lo è, mamma? Per papà, lo è?

Certo che lo è!

Allora perché non riesco a crederti?

Lo scrittore racconta la fragilità adolescenziale e la difficoltà di essere se stessi. Ci mostra cosa si prova a vedere il dolore del figlio, ma anche la felicità di essere genitore, cosa vuol dire amare una persona e quanto fa male vedere qualcuno che amiamo stare male. L’amore porta sempre con sé una rinascita. Questo testo ci ricorda che ogni essere umano è un mistero, anche quando siamo noi ad averlo generato. 

A me personalmente questo libro è piaciuto, tuttavia la mia esperienza personale, simile a quella di Tommy, rendeva difficoltosa la lettura. Mi faceva venire in mente emozioni, pensieri e situazioni che avevo già vissuto. Alcune scene mi hanno fatto male perché descritte in maniera realistica, anche se sempre con molta delicatezza. 

Secondo me questo libro ha spiegato delle sensazioni inspiegabili sempre con le parole più “azzeccate” e semplici, la narrazione è infatti molto fluida e scorrevole.

Ci sono state molte frasi che mi hanno colpito molto, ma quella che sento più mia è la seguente:

La verità è che non è finito niente, non sta cominciando niente. Si è solo chiusa una parentesi (…) il periodo trascorso in ospedale non è stato che un sogno confuso, un breve momento di pausa dalla realtà. Adesso la paura è di nuovo qui. Ora siamo di nuovo soli.

Elettra*

*Nome di fantasia scelto dall’alunna, che ha voluto mantenere l’anonimato, in riferimento a quanto condiviso, che dunque rispettiamo.