L’attesa di natura è presente nella nostra vita, anche se a volte non ce ne accorgiamo: è quel momento in cui aspettiamo che succeda qualcosa, può essere una risposta, un risultato o una persona. L’attesa non è un’azione volontaria, ma una cosa che ci ritroviamo a vivere. Attendere purtroppo non è sempre facile. Quando stiamo aspettando qualcosa a cui teniamo, come un messaggio dalla persona che ci piace o un voto di una verifica che abbiamo fatto, i minuti sembrano diventare ore. Diventa un momento dove creiamo migliaia di film mentali che ci fanno sperare ma allo stesso tempo spaventare. L’attesa ci fa immaginare, ci fa pensare, a volte troppo, ma ci fa anche capire quanto ci importa davvero quello che stiamo aspettando. Insomma, anche se a volte può sembrare solo noiosa o stressante, in realtà è qualcosa che ci fa crescere. Ci sono situazioni in cui non possiamo fare altro che aspettare, ma proprio lì impariamo la pazienza. L’attesa può essere dura, ci mette alla prova, ma ci fa anche riflettere. Ci fa domandare se quello che vogliamo lo vogliamo davvero. E ci fa apprezzare di più le cose quando finalmente arrivano, infatti “l’attesa accresce il desiderio”. Oggi siamo abituati ad avere tutto in fretta, un messaggio, un’informazione o un video da vedere, ma ci sono cose che nessun clic può velocizzare, perché aspettare ci insegna anche a dare il giusto valore alle cose. L’attesa secondo me, è importantissima nello sport e io l’ho sperimentato di persona.
Da quasi un anno pratico boxe, uno sport in cui disciplina, resilienza e pazienza sono alla base di tutto. Prima di un incontro, un pugile non fa altro che aspettare. Si allena ogni giorno, si prepara fisicamente e mentalmente, ma il momento del combattimento sembra sempre lontano. L’attesa si sente ancora di più nei minuti prima di salire sul ring: il silenzio dello spogliatoio, il suono del pubblico, anche se poco negli incontri che faccio, che si fa più forte, la tensione che cresce. Sono attimi in cui il pugile deve restare calmo, anche se dentro sente mille emozioni. Ma anche durante il match, l’attesa è fondamentale: ci sono momenti in cui non si può agire subito, ma bisogna studiare l’avversario, capire quando è il momento giusto per colpire. È un tipo di attesa diversa, fatta di concentrazione e autocontrollo. Non è stare fermi, ma essere pronti. E chi sa aspettare meglio spesso riesce a vincere, perché non si lascia prendere dalla fretta ma sa agire al momento giusto. Qualche settimana fa ho fatto un allenamento speciale con la due volte campionessa europea Silvia Bortot, che mi ha proprio parlato di quanto, in questi ultimi anni, visto che grazie alla tecnologia che ci permette di ricevere molte informazioni in poco tempo, non riusciamo più a rimanere concentrati e attendere il momento giusto, e per questo ci ha fatto provare la meditazione e mi sono accorto di come non riuscissi a stare serio e concentrato.
In fondo, l’attesa fa parte della vita di tutti noi. Anche se a volte può sembrare inutile o solo fastidiosa, in realtà ha un significato profondo. Ci costringe a fermarci, a pensare, a confrontarci con le nostre emozioni. Non sempre è facile attendere, in quei momenti possiamo sentirci ansiosi o addirittura insicuri. In questi momenti però impariamo a capire i nostri punti di forza o di debolezza e soprattutto impariamo ad avere pazienza. In un’era tecnologica come questa dove tutto sembra dover arrivare subito, saper aspettare è quindi quasi una forma di forza.
Alvise Crosetta – 3AMM
