“Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno…”

Così inizia il romanzo de “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni da cui è stata tratta la rappresentazione teatrale avvenuta il 14 novembre presso il teatro Accademico di Castelfranco Veneto della compagnia “Il carro di Tespi” per tutte le classi seconde del nostro istituto. Durante l’opera sono stati messi in scena, da cinque attori professionisti, i personaggi principali della storia e ovviamente sul palco non potevano mancare le figure dei due protagonisti, Renzo e Lucia, e del celebre curato di Pescarenico, don Abbondio.

Lorenzo Tramaglino, giovane orfano, è un ragazzo di indole buona, ma soprattutto di temperamento impetuoso, non privo però di intelligenza e scaltrezza. L’attore che lo interpretava si è impegnato a ricalcare la sua figura con notevole energia e schiettezza. Lucia Mondella invece, promessa sposa di Renzo e figura fondamentale nella trama del romanzo, ha dimostrato, ancora una volta, un carattere così genuino e caritatevole da illuminare l’animo smarrito del temibile Innominato. L’attrice in scena più volte ha dimostrato la sua bravura, interpretando contemporaneamente il ruolo di Lucia e quello di Perpetua, serva pettegola di don Abbondio.

Gli studenti hanno inoltre apprezzato l’interpretazione del personaggio di don Rodrigo, tiranno spagnolo e antagonista della vicenda, che tenta in tutti i modi di non “far maritare” Renzo e Lucia per un capriccio, dimostrando così il suo potere. Grazie a questa figura, l’attore ha saputo magistralmente mettere in risalto la superbio del signorotto locale attraverso battute pungenti e minacce imperiose come spade sguainate.

Tutti gli interpreti hanno saputo intrattenere per due ore consecutive il giovane pubblico, che ha seguito con attenzione le disavventure dei protagonisti attraverso il rapimento di Lucia, l’assalto ai forni, l’epidemia di peste, la fuga di Renzo e gli immancabili consigli di fra Cristoforo. Le incalzanti battute degli attori che riecheggiavano i capitoli più famosi erano immerse nelle luci soffuse del teatro e intervallate da intramezzi musicali. Lo spettacolo , per ovvie questioni di tempo, ha portato in scena i contenuti essenziali della trama del celebre romanzo storico, tralasciando quindi alcuni episodi cardine come quelli de “la notte degli imbrogli” o della storia della monaca di Monza, personaggio ampiamente noto ai ragazzi attraverso le letture fatte in classe.

Ciò che ha colpito di più il giovane pubblico sono stati i costumi e le acconciature, autentici gioielli di design come quelli di Don Rodrigo e Lucia. Questi dettagli arricchivano la scena e trasportavano gli studenti indietro nel tempo. La colonna sonora che accompagnava la rappresentazione è stata scelta con cura e guidava le emozioni degli spettatori, accompagnando ogni episodio con sapienza. Tuttavia, la scenografia è risultata povera e semplice, rappresentata da una struttura di legno che penalizzava molto la messa in scena.

Questo spettacolo ha saputo omaggiare l’opera di Manzoni e guidare gli studenti attraverso un viaggio appassionato nella Lombardia del XVIII secolo. Questa è stata sicuramente un’esperienza che conferma il potere del teatro come pura forma d’intrattenimento e nessuno può rinunciare a viverla, almeno per una volta!

Marco Menegotto 2G e Giacomo Cassolato 2F