Ciao a tutti! Siamo Andrea Cadonà, Simone Enzo e Brandon Favrin di 5AAU e siamo felici di condividere con voi la nostra esperienza di PCTO svolta in aziende del territorio la scorsa estate.

Cos’ è il PCTO

Il PCTO rappresenta una metodologia didattica integrata alla formazione in aula finalizzata a sviluppare soft skills e all’orientamento degli studenti dell’ultimo triennio delle scuole superiori al mondo del lavoro o al proseguimento degli studi. Le attività che possono rientrare nelle ore di PCTO sono le seguenti: stage in azienda, visite didattiche programmate, incontri con esperti, lezioni in classe, laboratori, corso sulla sicurezza, seminari di orientamento, esperienze di PCTO all’Estero, certificazioni informatiche e linguistiche.

Per il periodo di PCTO in azienda vengono nominati un tutor didattico a scuola, generalmente un docente, ed un tutor aziendale. Entrambi hanno la funzione di coordinare le attività degli studenti durante il PCTO e dopo questa fase esprimeranno un loro giudizio su quanto fatto in azienda e sulla relazione tecnica elaborata dallo studente. Il periodo di PCTO in azienda è durato 5 settimane e si è suddiviso in due periodi: il primo dal 29 maggio al 16 giugno e il secondo dal 4 al 15 settembre.

Lo stage scolastico può sembrare inizialmente un ostacolo significativo, poiché nella maggioranza dei casi ci si trova di fronte a qualcosa di mai sperimentato prima. Anche noi, infatti, non avevamo mai fatto esperienza in aziende così “grandi” perciò, il progetto poteva suscitare un certo timore. Tuttavia, dopo queste settimane di stage, anche se relativamente poche (perché in un’azienda, stando accanto a persone più esperte, non si finisce mai di imparare) possiamo assicurarvi che l’impatto è enorme e va ben oltre un’aula scolastica. Si tratta di un’opportunità unica per mettere in pratica le competenze acquisite e immergersi completamente nel mondo lavorativo. Ma ora, veniamo alle nostre esperienze personali!

Andrea Cadonà nel reparto di collaudo alla “Steelco S.p.A.” 

Ho lavorato nell’azienda Steelco S.p.A. dove sono stato adibito al collaudo di macchine, indicate per il settore ospedaliero e medicale. Più precisamente, ho collaudato lava strumenti a disinfezione, banchi ultrasuoni e i tunnel di lavaggio. Nella fase iniziale sono stato affiancato da un operaio che mi ha seguito e spiegato in dettaglio la procedura di collaudo con l’obiettivo poi di lavorare in autonomia. La procedura di collaudo era molto lunga (poteva durare fino a 1/2 giorni) e comprendeva: test di sicurezza e disposizione della macchina, programmazione di PLC, monitor, trasduttori e schede elettroniche, esecuzione dei test di funzionalità (input e output, funzionalità e calibrazioni), configurazione della macchina e avvio dei cicli. Tutte queste pratiche dovevano essere tracciate attraverso la checklist, che doveva essere rigorosa, insieme a tutti i report. Durante il collaudo mi imbattevo in problemi di diversa natura e dovevo cercarli di risolverli tramite tutti i mezzi che possedevo. Il consiglio che mi sento di condividere è di non avere paura di chiedere e di essere curiosi, poiché è del tutto normale avere dubbi o non capire qualcosa di nuovo e poi, il tutor è lì proprio per questo. Uno degli obiettivi dello stage è stato approfondire gli aspetti e gli argomenti teorici studiati a scuola toccandoli con mano. Dal punto di vista tecnico, ho sviluppato diverse abilità, tra cui sicuramente una maggiore manualità, la capacità di risolvere problemi e la conduzione di test e verifiche tecniche (anche sotto tensione) che mi hanno permesso anche di mettermi alla prova, testare le mie capacità e acquisire competenze pratiche.  Durante il percorso, ho partecipato a diverse attività aziendali, come riunioni e corsi di formazione, che mi hanno permesso di comprendere ancor meglio l’organizzazione dell’azienda e la sua struttura. Inoltre, l’azienda mi ha dato la possibilità di prolungare il lavoro anche durante l’estate; opportunità che ho colto immediatamente per accumulare esperienza in questo campo.

Simone Enzo e il reparto di montaggio elettrico della “Breton S.p.A.”

Ho lavorato nel reparto di montaggio elettrico dei macchinari industriali cinque giorni a settimana dalle 7:00 alle 16:00 con due piccole pause e una pausa pranzo di un’ora dalle 11:00 alle 12:00. Dal punto di vista lavorativo ero affiancato da uno o due tecnici che mi spiegavano le mansioni da svolgere e chiarivano i miei dubbi. Le attività tecniche che ho svolto possono essere distinte principalmente in due categorie: collaudi di macchine operatrici e cablaggi bordo macchina. Oltre a queste attività ho praticato attività di montaggio, di assemblaggio e di magazzino che servivano per procedere all’assemblaggio della macchina su cui stavo operando. Gli attrezzi lavorativi mi venivano quotidianamente forniti dal tecnico insieme al quale stavo lavorando e i DPI (dispostivi di protezione individuali) mi sono stati consegnati in azienda il primo giorno lavorativo. Prima del PCTO avevo delle buone aspettative sulle attività che avrei svolto in azienda considerato che avrei trascorso in questo periodo in un’impresa leader nei settori tecnologici in cui opera. In particolare volevo capire come fosse l’ambiente lavorativo nel mio settore ed aspiravo ad implementare le mie conoscenze tecniche. Le mie aspettative sono state rispettate dato che ho avuto modo di lavorare in un ambiente con tecnologie molto avanzate che mi ha permesso di capire, almeno in parte, che tipo di lavoro potrebbe aspettarmi in azienda dopo il diploma.

Brandon  Favrin nel reparto elettronico e di programmazione della “Dallan S.p.A.”

Ho lavorato nei reparti di programmazione software e   elettrotecnico della Dallan S.p.A, un’azienda specializzata da oltre 40 anni in costruzione di sistemi compatti e semplici per la lavorazione di lamiere sottili; è anche attenta al benessere dei suoi dipendenti e considera le loro richieste con una mentalità aperta. Mi è stata concessa la possibilità di spostarmi dalla mansione iniziale, quella di tecnico elettricista, a programmatore software durante la prima fase.

Qui ho avuto il piacere di collaborare con altri due studenti della nostra scuola (provenienti dall’indirizzo di informatica) alla creazione di un software PLC con linguaggio di basso livello per la mappatura di una rete Ethercat e la segnalazione di disconnessioni o cambi di stato dei dispositivi connessi. L’attività posta ci ha sfidato richiedendo di adattare e arricchire le nostre competenze, informandoci su nuove funzioni o ripensando alla struttura del software in modo continuo. In aggiunta abbiamo assistito alla fase di debugging di una linea produttrice quasi terminata.

Nel secondo periodo sono stato spostato all’ufficio elettrotecnico. Il mio incarico consisteva nel portare a termine modifica, lucidatura e traduzione di vari schemi elettrici relativi alla costruzione di macchinari. È stata richiesta partecipazione delle competenze acquisite nelle ore scolastiche di TPSEE ed elettrotecnica, espandendole con la presentazione di alcuni nuovi componenti ad utilizzo industriale. Considerato ciò, il tutto è stato caratterizzato dalla ripetitività: i metodi utilizzati per rappresentare una macchina erano complessi ma privi di creatività ed il saperli duplicare in modo continuo era essenziale, divenendo un compito monotono dove dovevo riconoscere quando utilizzare le stesse azioni.

Il PCTO è stato essenziale per il futuro per Andrea Cadonà

Il PCTO ha contribuito a chiarire le idee riguardo al mio percorso formativo, consentendomi di vedere da vicino cosa significhi lavorare in azienda e confermando gli interessi che già avevo prima del progetto. È stato molto bello e interessante parlare con i vari colleghi, sentire le loro esperienze scolastiche e lavorative e raccogliere i loro consigli. Molti di loro mi hanno incoraggiato a proseguire con gli studi, perché offre una preparazione che consente di accedere a posizioni e mansioni più importanti, garantendo magari un lavoro meno monotono e più creativo e responsabile. Ora infatti, sono molto più convinto a intraprendere il percorso universitario e sto valutando i vari atenei.

Il PCTO è stato utile per diversi motivi per Simone Enzo

•           ho affinato le competenze tecniche e la manualità con gli attrezzi abitualmente in uso nel settore dell’automazione;

•           ho avuto la possibilità di fare una prima esperienza lavorativa e di mettermi in contatto con aziende del territorio;

•           ho migliorato le capacità relazionali e comunicative.

Inoltre ho avuto modo di imparare ad approfondire nella realtà molti degli argomenti che ho studiato a scuola e, lavorando quotidianamente con tecnologie avanzate, ho capito di essere interessato a proseguire i miei studi in al fine di ampliare il mio bagaglio tecnico.

I risultati raggiunti in questo PCTO mi hanno soddisfatto anche se personalmente avrei voluto addentrarmi anche su alcuni aspetti più legati alla programmazione software rispetto alla sola parte elettrica.

In conclusione l’esperienza di PCTO in Breton ha avuto molti risvolti positivi che mi hanno permesso di migliorare dal punto di vista tecnico-lavorativo e di crescere anche sotto il profilo umano. Posso dunque giudicare questo percorso più che soddisfacente.

Il PCTO aiuta nella scelta del percorso di studi secondo Brandon Favrin

Il PCTO mi ha fatto riconsiderare il percorso universitario che puntavo ad intraprendere: da ingegneria robotica ad informatica. Aiuta nella scelta di un indirizzo di studi e la ricerca di un impiego lavorativo, ma bisogna assicurarsi che sia effettuato in un modo esaustivo, sia dalla scuola che dall’azienda partecipante, come nel mio caso, dove mi si è presentata l’opportunità, quasi a piacimento, di lavorare in ambiti e situazioni differenti ma congruenti all’indirizzo di studio scelto.

Ci auguriamo che le nostre testimonianze vi possano aiutare a comprendere maggiormente le ottime opportunità che il periodo di PCTO in azienda può offrire. In bocca al lupo!

Andrea Cadonà, Simone Enzo e Brandon Favrin – 5AAU