La sera prima della partenza per il nostro viaggio di istruzione a Vienna, ci siamo riuniti per caricarci di
emozioni prima di intraprendere quella che sapevamo sarebbe stata la nostra ultima gita insieme come
classe. L’atmosfera era carica di eccitazione e aspettative: volevamo conoscere nuove persone, vivere ogni
secondo al massimo e lasciarci trasportare dalle situazioni senza pensarci troppo. Era il momento di
chiudere il capitolo delle nostre scuole superiori con un’esperienza memorabile, pronti a creare ricordi che
avremmo conservato per sempre.
E così è stato. Da Martedì 9 aprile, quando siamo partiti all’alba, fino a Sabato, quando abbiamo fatto ritorno
a casa, ogni momento è stato un’avventura. Ancora assonnati ma carichi di eccitazione, l’autobus era un
tripudio di chiacchiere e risate, un miscuglio di emozioni mentre attraversavamo paesaggi familiari che
presto daranno spazio ai nuovi. Siamo partiti con la mia classe di automazione, insieme alle quinte di
logistica e informatica, pronti a conquistare Vienna. Il pranzo a Graz ci ha ricaricato le energie, preparandoci
per quello che sarebbe stata la nostra ultima tappa.
Arrivati in albergo nel tardo pomeriggio, ci siamo sistemati velocemente e già eravamo di nuovo in marcia
verso il centro, questa volta a bordo di un tram. La serata è cominciata con una visita al MAK.
Mercoledì, dopo una colazione abbondante, ci siamo diretti verso il cuore pulsante di Vienna. Il Duomo ci ha
accolto con la sua maestosità, mentre ci immergiamo nei vicoli storici. Ma la vera chicca è arrivata con la
visita al birrificio Ottakringer, dove ci siamo lasciati andare a una degustazione di birre. Il pomeriggio è stato
riservato a una tappa insolita ma intrigante: il Museo di Anatomia e Patologia.
Giovedì la giornata è iniziata con una visita al Museo della Tecnica, dove ci siamo persi tra turbine,
locomotive, satelliti e elicotteri. Il pranzo è stato libero, e ci siamo concessi il lusso di esplorare la città a
nostro piacimento. Ma è stato nel pomeriggio che ci attendeva una delle esperienze più divertenti: il Prater,
con le sue giostre vertiginose che ci hanno fatto gridare di gioia come bambini.
Venerdì il Castello del Belvedere ci ha accolto con la sua magnificenza, mentre passeggiando per il Parco
del Belvedere ci siamo sentiti catapultati fuori dalla città, immersi nella natura.
Sabato il viaggio è giunto al termine, ma i ricordi sono rimasti. E mentre torniamo a casa, portiamo con noi
non solo le foto e i souvenir, ma anche la consapevolezza di aver vissuto un’avventura che ci accompagnerà
per sempre.
La visita al Museo di Anatomia e Patologia dell’Università di Vienna è stata un’esperienza che mi ha
profondamente toccato. Entrare in quelle sale silenziose, piene di vetrine che esponevano reperti anatomici
e ricostruzioni patologiche così realistiche, è stato come fare un viaggio all’interno del corpo umano,
confrontandosi con la fragilità e la complessità della vita.
Ogni pezzo esposto raccontava una storia, una sofferenza, una lotta contro la malattia. Vedere da vicino
organi deformi, tumori aggrovigliati e malformazioni genetiche ha suscitato in me un senso di profonda
empatia per le persone che hanno dovuto affrontare tali afflizioni. Quasi percepivo il loro dolore, la loro paura
e la loro frustrazione.
In questo contesto, mi sono sentito enormemente grato per la ricerca medica e scientifica che ha reso
possibile la comprensione e il trattamento di queste patologie nel corso della storia. L’opportunità di vedere
in prima persona il frutto di secoli di studio e progresso scientifico ha rafforzato il mio rispetto per il campo
della medicina e ha rinnovato il mio impegno nel perseguire la conoscenza e l’innovazione nel mio percorso
accademico.
Questa esperienza al Museo di Anatomia e Patologia può essere un punto di partenza significativo per il
colloquio d’esame nel contesto dell’ITIS Automazione. Ad esempio, potrei discutere l’importanza
dell’interdisciplinarietà tra la medicina e l’ingegneria nel campo della bioingegneria, dove la tecnologia viene utilizzata per sviluppare soluzioni innovative per la diagnosi e il trattamento delle malattie. Inoltre, potrei
esplorare l’uso di tecnologie avanzate, come la stampa 3D e l’intelligenza artificiale, nella creazione di
modelli anatomici e nell’analisi di dati medici per migliorare la comprensione e il trattamento delle patologie
umane. Infine, potrei riflettere sull’importanza dell’etica e della responsabilità nell’applicazione della
tecnologia nel campo della salute, considerando gli impatti sociali e culturali delle innovazioni mediche e
scientifiche.
In conclusione, questo viaggio è stato molto più di una semplice vacanza: è stato un capitolo indimenticabile
delle nostre vite, un momento che porteremo con noi per sempre.
Denny Susan – 5AAU
